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Roma: la Cassazione dà ragione ai consumatori sugli interessi bancari Le banche italiane dovranno restituire probabilmente tra i 20 e i 30 miliardi di euro ai correntisti per aver praticato l' anatocismo (vietato dal codice civile e rinviata agli usi), ovvero la capitalizzazione trimestrale degli interessi sui prestiti annualizzando quella sui depositi, di fatto creando la figura del contraente debole e perciò lucrando ingiustamente. Lo dice la sentenza (la n. 21095 del 4 novembre) delle sezioni unite della Corte di Cassazione. Sia cinque anni fa, sia ora, queste decisioni della Corte di Cassazione hanno suscitato enorme scalpore. Quando invece sanno molto bene, perchè è un fatto storico e documentato, che la prima causa pilota che è riuscita a sfondare il muro che la Corte Suprema aveva interposto per più di quarant’anni tra banche e correntisti. Ritorniamo sull’ anatocismo bancario per chiarire alcuni dubbi che abbiamo riscontrato sussistere tra operatori e addetti ai lavori. Premettendo che il termine di prescrizione per richiedere eventuali somme pagate in più è quello ordinario di 10 anni, la domanda che dobbiamo porci è da quando partono questi 10 anni, in modo da risalire al momento iniziale del periodo che stiamo cercando. Inoltre, per effetto di questa interpretazione giurisprudenziale potrebbe verificarsi la fattispecie, che per i conti correnti ancora in essere, non avendo essi un termine di decorrenza della prescrizione, si potrebbe richiedere il rimborso degli interessi pagati in più per effetto dell’ anatocismo addirittura dalla loro costituzione. Per esempio un conto corrente aperto nel 1974 ed ancora in essere presso l’Istituto di credito, darebbe diritto a richiedere il rimborso degli interessi anatocistici per tutto il periodo. Ricordiamo che abbiamo dedicato all’argomento un’ampia panoramica in un altro intervento pubblicato alla pagina http://anatocismo.capitalizzazione.it , Affrontiamo ora con ordine alcune questioni non chiare riguardanti l’ anatocismo bancario che stanno creando confusione a coloro che devono confrontarsi con queste problematiche. Cos’è l’ anatocismo bancario Più complicata è la determinazione del momento iniziale da prendere in considerazione Tuttavia e' facile dimostrare come questa seconda interpretazione dei giudici italiani sia nella pratica facilmente riconducibile alla prima, cioè a quella che vuole la prescrizione decennale a decorrere dalla data di presentazione della domanda di rimborso, la quale tesi ci sembra dunque la soluzione percorribile. Il motivo di questa conclusione è indiscutibile, checché ne dica parte della giurisprudenza e anche della dottrina: ad una domanda di rimborso che richiedesse la restituzione di interessi su interessi per un periodo superiore ai 10 anni antecedenti la data odierna, le Banche risponderebbero semplicemente che, non avendo più a disposizione la documentazione relativa al periodo eccedente i 10 anni passati, non sarebbero in grado di fornire alcun dato, né di effettuare nessun tipo di conteggio. Infatti, le Banche, come tutte le altre Aziende, sono tenute a conservare tutta la documentazione delle operazioni effettuate soltanto per 10 anni, avendo poi la facoltà di stracciare tutto questo materiale di archivio. Ovviamente cio' fa comodo alle banche poiche' rilevando l' anatocismo di dieci anni, su importi gradi comporta ottimi risultati. Ovviamente se potessimo analizzare conti correnti di durata superiore ai dieci anni gli importi di interessi derivanti dall' anatocismo sarebbero molto piu' superiori. L’ anatocismo esprime un metodo di calcolo degli interessi per il quale gli interessi maturati secondo una certa periodicità, sono essi stessi produttivi di altri interessi, cioè sono sommati all' effettivo credito utilizzato dal correntista in modo tale da contribuire a maturare altri interessi nei periodi successivi. Questo metodo di calcolo favorisce l'istituto di credito andando a nuocere il correntista. quindi, con l’anatocismo aumentano gli interessi da corrispondere alle banche Questo fenomeno dell’ anatocismo e' proprio quello che accade alla liquidazione degli interessi sui conti correnti bancari. Infatti, quasi tutte le Banche liquidavano gli interessi a debito del correntista con frequenza trimestrale, mentre liquidavano gli interessi a credito dello stesso solo con cadenza annuale. Ciò provocava un disallineamento nella maturazione degli interessi ed il conseguente fenomeno dell’ anatocismo, perché venivano calcolati interessi su interessi. La storia dell’ anatocismo bancario Il divieto dell’ anatocismo è sempre esistito nel nostro ordinamento giuridico con l’art. 1283 del Codice Civile. Tuttavia le Banche agivano legittimamente quando applicavano la loro metodologia di calcolo degli interessi sui conti correnti, perché tale pratica era stata permessa dalla giurisprudenza, almeno fino al momento in cui ha preso il via tutto il processo di revisione interpretativa delle norme riguardanti l’anatocismo. Processo di revisione culminato con la definitiva sentenza del 4 novembre 2004, n. 21095, delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nella quale in sostanza si afferma l' illegalita' anatocismo. Prima di questa famosa sentenza c’era stato comunque l’art. 25 del Decreto Legislativo n. 342/1999, comma 2, che, introducendo un nuovo comma all’art. 120 del D. Lgs. n. 385/1993 del testo unico bancario, ha previsto la possibilità di stabilire, tramite un’apposita delibera del Comitato Interministeriale per il Credito e Risparmio, le modalità ed i criteri di produzione degli interessi sugli interessi, maturati nell’esercizio dell’attività bancaria, purché fosse rispettata la stessa periodicità sia nel conteggio sui saldi passivi, sia su quelli attivi. I conti attivi non sono interessati, mentre si applica a tutti i conti che abbiano presentato saldi passivi per qualsivoglia motivo . Il rimborso può essere preteso a partire dal 1952, comunque da quando il conto è andata in rosso. E’ anche possibile richiedere copia degli estratti conto, la banca deve conservarli per almeno 10 anni, ma dietro pagamento di un corrispettivo. Come calcolare esattamente l’entità del rimborso ? Si può richiedere il modello di rimborso alla banca inviando una e-mail all'indirizzo info@kipling90.com Quali conti sono interessati e per quale periodo? Se il conto è stato estinto ? La sentenza riguarda tutti i clienti bancari che hanno pagato interessi alla banca quando il proprio conto è andato in rosso. Tali interessi erano calcolati ogni tre mesi, mentre quelli a favore dei risparmiatori erano calcolati una volta l'anno. A fronte di un esito negativo di questa richiesta si farà ricorso ai collegi legali dell'associazione e procedere attraverso il Giudice di Pace se la richiesta non supera i 2.500 euro, al Tribunale se è superiore. In sostanza, la volontà legislativa, trasfusa nel TUB, è nel senso della non illegittimità del comportamento delle Banche qualora queste provvedano a liquidare periodicamente non solo gli interessi maturati a loro favore, ma anche quelli a credito del correntista. Di conseguenza qualsiasi ricalcolo degli interessi sugli interessi deve fermarsi agli interessi liquidati, in quanto questi sono da considerarsi gli ultimi interessi anatocistici prodotti dal sistema bancario italiano. E' opportuno per cifre di grande rilevanza il ricorso una Consulenza tecnico contabile di parte per effettuare il calcolo delle somme richieste, realizzata da un esperto di fiducia sulla base di tutti gli estratti conto bancari. La metodologia di calcolo degli interessi bancari è stato poi apposto dalla sentenza del Cicr , che ha definitivamente fissato il momento di decorrenza dell’obbligo, a carico delle Banche, di riconoscere ai correntisti pari periodicità nella liquidazione degli interessi. Questo momento è venuto quindi a coincidere con la liquidazione e vedremo quanto questa data sia di grandissima rilevanza ai fini del ricalcolo degli interessi anatocistici. Occupiamoci ora degli aspetti pratici che deve affrontare chi è costretto a quantificare l’importo degli interessi anatocistici, allo scopo valutare la convenienza o meno di un’eventuale richiesta di rimborso delle somme corrisposte. Sara' fondamentale la determinazione del momento iniziale e finale del periodo incriminato per il quale vanno fatti i calcoli. Il momento finale è necessariamente quello sopra indicato della liquidazione. Il giudice potrà far eseguire una consulenza tecnico contabile d'ufficio al fine di comparare i calcoli del ctp della banca e quelli del ctp della parte. Quindi, tranne il caso puramente ipotetico del correntista che abbia conservato con cura per l’intero periodo tutti gli estratti conto ed i conti scalari (questi ultimi sono i documenti da cui risultano tassi e condizioni), le analisi potranno essere effettuate du dieci anni. Per concludere il discorso affrontiamo la questione della Commissione di Massimo Scoperto , che è quella spesa che gli Istituti di credito fanno pagare una sola volta sul periodo della capitalizzazioe considerando il massimo importo di scoperto. Su questo aspetto c’è da dire che nessuna norma si è finora interessata della questione, avendo la legislazione sull' anatocismo sempre riguardato l’illegittimità dei soli interessi e non delle spese. È anche vero che capitalizzando gli interessi, si modifica anche la commissione di massimo scoperto. Per informazioni inviate una e-mail all'indirizzo info@kipling90.com Con la sentenza n° 21095 del 4 ottobre 2004, la Suprema Corte a sezioni riunite condanna definitivamente come illegittimo l’ anatocismo (come anche sentenza Corte Costituzionale n. 425/2000 in data 17.10.2000 con la quale è stata dichiara l’illegittimità dell’art. 25 comma 3 del Dlgs 342/99, nonché Corte di cassazione sentenze n. 2374/99, n. 3096/99, n. 12507/99). Conseguentemente la trimestralizzazione degli interessi bancari è illegittima fin dalla sua prima applicazione. Per poter ovviare occorre inviare una lettera raccomandata alla propria banca con la richiesta di rimborso delle somme indebitamente percepite e relative alla citata ricapitalizzazione trimestrale degli interessi. Qui sussistono due atteggiamenti giurisprudenziali decisamente diversi. Da una parte, alcune sentenze sottolineano la rilevanza giuridica dei singoli atti di addebito periodico degli interessi e quindi la prescrizione decennale riguarderà i 10 anni antecedenti la data di presentazione della domanda giudiziale di rimborso degli interessi anatocistici. Ciò comporta, per esempio, che una domanda giudiziale di rimborso presentata nel 2005 dovrà riguardare solo i 10 anni antecedenti e pertanto non potrà andare oltre il 1995. Siccome il momento finale del nostro nuovo calcolo degli interessi è stato sopra identificato con marzo 2000, sarà possibile contestare gli interessi maturati sul conto corrente solo per il periodo che va dal 1995 al 2000 (marzo). Da un’altra parte, alcune sentenze dei Tribunali italiani evidenziano invece il carattere unitario del conto corrente, e non i singoli movimenti di addebito degli interessi. Questo atteggiamento ha effetti più radicali perché porta ad identificare la data da cui parte la prescrizione decennale con l’estinzione del conto corrente (quindi la data iniziale del periodo sarebbe quella calcolata andando 10 anni indietro rispetto al giorno d’estinzione del rapporto). Per esempio un conto corrente chiuso in febbraio 2003 avrebbe un periodo incriminato che andrebbe da febbraio 1993 a (sempre) marzo 2000. |